webrunus

4.8.09

Green screen

Noi, equilibristi della fantasia lasciva
funamboli su una striscia per terra,
in bilico a bordo piscina,
vestiti di paure
avatar di cera, vulnerabili al calore
comodamente seduti in macchina
con lo sfondo che scorre
fingendo di guidare...
cinema al contrario
o forse no:
solo fuori orario.

Sorgente dissetante d'essere speciali
Skype™: Integratore d'emozioni minerali
gioco di ologrammi
sigillati dentro una cornice
senza grossi drammi
drammi veri
vita distillata dietro uno spioncino
vetro spesso chilometri interi
distorsione ottica provvidenziale
sfuma i bordi, allontana il vicino

Seduzione in vitro, seduzione Hi-Tech
concime per l'immaginazione
simulacro d'esistenza
senza azione
in astinenza.

Schermo verde
verde speranza.

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4.4.09

M. Irungu

Piove.
Esco e il mio sguardo si inceppa:
un uomo, nero miseria
fradicio
infreddolito
in piedi, sotto la tettoia,
pare un chiodo bagnato
arrugginito
mi s'inficca nella schiena
è un brivido di pena
braccia strette sotto la maglietta
mozziconi di calore
sguardo vitreo
perso
nel vuoto dell'ignoto.
Volgo gli occhi dalla scena
per istinto di pudore
un istante e mi rivolto
quello sguardo non perdona
ne riconosco il volto
è Solitudine in persona.

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15.3.09

Giocoliare

Rimbalzo
m'alzo
di nuovo
riprovo.

Lumino fioco
avevo dimenticato il gioco!

Soyez serieux
et vous serez ennuyeux

La giusta dose di pazzia
per restare sani
pane, amore e fantasia.

Work love and play
find the balance, day by day






Deux sur trois ça passe
mais pas un seul, non
là, tu te casses la gueule

Equilibrio instabile
improbabile
inestimabile
per l'ardua via dell'autoironia

Zoom out e distacco
per evitare lo scacco
Matto?

Affatto.

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18.1.09

Ahi Fhön

È una brezza che mi spezza, che mi asciuga, mi prosciuga, mi secca il cuore,
tutt'altro che indolore,
è un sibilo costante, fastidioso
uno spiffero odioso,
di quelli che la notte ti guastano il riposo,
mi trapassa,
raffredda il magma che ho dentro,
me lo incrosta,
come una ciste funesta
che quando è rotta erutta
cosa brutta,
che scotta:
che botta!

Disfatta

, quatta quatta
l'anima s'infratta
sotto una nuova crosta
più spessa e compatta
e all'interno

inverno.

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20.12.08

Il sabato del villaggio globale

...e quando del fare quotidiano si ritira la marea
resta una spiaggia desolata
in un uggioso mattino d'inverno:
detriti sparsi, ricordi semi-sepolti che riaffiorano alla coscienza,
consunti,
erosi
andirivieni autistico, arteriosclerotico.

Cocci di cuore ormai opachi,
smussati dall'esperienza,
più non brillano, non riflettono:
orfani di Transparenza
mesti attendono l'alta marea,
pudichi,
infreddoliti.

Eterno ritorno
eterno ritorno.

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1.10.08

Implosione

Légami
slégami
légami...
Legàmi come ami
Come ami?
Ami?
Mai
Ahi
I.

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24.3.08

De scribere

Mi piace scrivere
come dipingere con le parole
senza definire il dire
così, libere al sole
scendere il torrente
di sasso in sasso
altra corrente
altro passo
senza freno, vacillante
in bilico
istante per istante
rapido, sgusciante
sopra rocce liquide
vîa
vîa
in costante acrobazia
tra massi e rapide
inseguendo con il dire
ciò che sento
e il suo fluire.

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16.2.08

Lettere al mittente

Ci sono volte in cui si vorrebbe ancora dire,
riprendere a comunicare
e invece si sa, lo sa bene il cuore
che dall'altra parte non c'è sentire,
che non è più quel tempo delle parole,
né dell'intesa senza proferire.
Eppure dentro hai come un grido
un grido ruvido a perdivoce,
che di quest'impotenza non si dà pace.
Megafono afono, mi rifugio nello scritto,
'ché quel che era a dire già s'è detto
e non v'è fiume che indietro scorra.

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17.9.07

Wesha!



Weshà, t'es la joie!
Quand j'arrive c'est la fête
comme un dauphin poilu tu sautes
et sur mon pantalon clair voilà ta patte!
Mais comment veux-tu que je te gronde
quand ton amour pour moi est si profond!
Que puis-je te dire
que dès que j'entre tu me fais rire?
Le matin lorsque je m'éveille
déjà tu m'appelles jappant sur le seuil
tu m'implores, dramatique
pour qu'on joue à l'attaque
et c'est toute une époque
qui me rattrape
c'est le plaisir enfant
d'être que content
sans d'autre soucis
que de s'amuser ainsi.

Tu cours à fond derrière ta balle
tu la ramènes à une vitesse folle
mais là de moi tu te moques bien
tu fais semblant mais tu me donnes rien
finalement c'est moi qui l'arrache
directement dans ta bouche
et c'est reparti! Notre jeu redémarre déjà
le goût aussi intact que la première fois.
Et quand je travaille sur mon ordi?
Tes pattes sur le clavier, tu me regarde ainsi:
"Laisse tomber ça! Viens, on doit jouer ici!"
Wesha, Wesha qu'il te gâte ton tonton
quand au petit dej' il te file un croûton
et à midi, dès que ton maître s'en va
il te gratte et caresse que... "C'est quoi ça!?"
Et quand on lutte qu'on s'enroule au sol
les gens nous regardent l'air bien drôle:
les pauvres! Ils ne comprennent pas
qu'on puisse s'aimer autant, moi et toi,
mais nous on s'en fout, n'est-ce pas?
Car nous, on connaît bien notre joie.
Wesha tu m'aimes dans cet hémisphère
comme dans l'autre seulement ma mère
donc de t'écrire cette poésie
c'est le m i n i m u m, mon ami
le vrai problème mon cher Wesha
c'est de te la lire, car j'aboie pas!
"Peu importe les mots!" - tu me diras
"car l'amour c'est dans les yeux que ça se voit"
Eh ben t'as raison, je m'arrête là
et vite je reviens jouer avec toi!


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1.7.07

Puzzo di solitudine

Puzzo di solitudine.

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18.2.07

Spleen

Mosca ostinata contro un vetro, cane rinchiuso al buio guaisce, gratta la porta che non si apre, affresco stanco, eroso, scavato dall'intemperie, stufo di stare attaccato a quel muro, a quell'ideale mangiato dai tarli, cuore lebbroso che si sfalda, senza forza, senza voglia nemmeno di fare una bella poesia di tutto questo malessere.

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8.12.06

Cattività

Cane rabbioso
mi aggiro randagio
famelico, assetato
lo sguardo spietato.
Seduttore di plagio
più non distinguo:
dipingo
"dopingo",
sospingo,
bingo!
Intingo,
vengo,
non rimango
un po' fingo,
poi stingo
o spengo,
ma no, non piango:
mi astengo,
c o n t e n g o
un cuore di pongo.

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2.11.06

Polluzioni cardiache

Heart pollutions
love pollution:
it's part of the process
È parte del processo
"It's part of the process, Your Honour."

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Living

To leave (off)
to leave (for)
to leave (behind)
before leaving.

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13.10.06

Amori interrot

Amori in progetto
come il ponte sullo Stretto
amori in potenza
infortunatisi in partenza
amori nati in pendenza
solo corde, chiodi son senza
amori sospesi
dopo solo pochi mesi
amori in sordina
"...che altrimenti il cuore si rovina!"
amori timidamente luminosi
mozzati da black out odiosi
amori che

[è caduta la linea]
amori in coma irreversibile
eutanasia impossibile
amori appena nati
e già condannati
amori bambini
morti piccini
amori da consumarsi preferibilmente entro...

entro una bolla, che tra poco scoppia

dentro.

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11.10.06

INSERT COIN

Palline di velcro rimbalzano per il mondo, flipper lento e inesorabile: rotolano di gusto, tra polvere, fango, odori, colori, FLASH, DING, UIUIUIUIHH, TRRRR... ma prima o poi s'appiccicano, chi di pacca, chi dopo un valzer d.o.c. che ha unito piluc per piluc.
E poi un giorno, d'improvviso... SSTRAAAPP! Niente da fare, giù nel buco, con la pelle. GAME OVER.
SSSSSTUMP! Altro giro altra corsa. Chissà chi mi tocca... purché qualcuno mi tocchi. Giusto il tempo che mi ricrescano i pilucchi, che perda la memoria, o che merda la memoria... storia, scoria... SCORE RESET? No reset, sorry. SSSSTUMP!

Maledetto INSERT COIN.


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9.9.06

Solit'aria

Ecco, tra poco riparto
giro col cuore sotto scorta
infagottato dentro una coperta
appeso alla gola con un nodo corto
acché non inciampi e pigli una storta
per zoppicare poi in un'altra storia
nata morta
fatta di bit, di chat, di virtual-carta
senza occhi, pelle né viso aperto
senza odori, gesti né mani esperte
là, dov'è il gioco a giocarti.

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13.2.06

Diaspora

Pezzi di cuore,

d i s t a n t i

s p ar p a g li at i

mentalmente segati

battono

sbattono

si dibattono:

sono in affido a tanti cupido
distratti

rannicchiati in un cartone
all'adiaccio sotto un balcone
solo sogni, non persone...

è vacante il loro padrone.

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1.2.06

Tarzan

Tarzan di oggi, tra esili liane volteggio,
assaporo l'ebbrezza del volo,
colgo panorami rari, ma tutto da solo.
Inebriato oscillo nel vuoto, la rete sopra, non sotto.
E sento tutta l'adrenalina di una liana così fina.
Appeso mi aggrappo, quando mi gira scappo,
oppure strappo.
Libero mi libro,
slegato,
assoluto,
assolto,
assorto,
assorbito.
Scendo
e la prima volta fu orrendo:
la mia liana si stacca e io cado in quel fitto intrico che attutisce
la pacca.
Di nuovo a terra, in quella vecchia guerra,
mi muovo a fatica in questo groviglio di cui sono il figlio:
è un materasso che sfondo, ad ogni passo sprofondo,
non tocco, mi sostiene, senza spine, mi vuol bene.
Mi arrotolo, gomitolo, e rotolo,
massa su matassa,
ma sempre m'impiglio in quello stesso groviglio.
Nave su scoglio, m'incaglio.
Lotto,
poi mollo,
oscillo
e ondeggio
finché non riparto
per un altro volteggio.

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23.4.05

Black out, light in

Qui dove sono se manca la luce per ore e ore
possono succedere cose strane, degne di stupore.
Può capitare di s e n t i r e la notte che scende,
inesorabile,
e non poterci fare proprio niente.
Può capitare di stupirsi ancora
di fronte alla magia del mondo che prima s'indora
e poi quatto quatto,
p i a n o p i a n o
si scolora.
Vedere quel buio che cala ogni giorno da quando sono al mondo
e oggi soltanto assaporarlo fino in fondo.
Può capitare d'incantarsi al vacillare di una fiamma di candela,
mai così bella com'è bella stasera:
notarne quel blu meraviglioso,
il suo danzare suadente, etereo, armonioso.
«Di luce tremula piccola scia,
rischiari stanotte un'anima, la mia».
Può capitare, se vi arride la fortuna,
di ritrovarvi in un dipinto di Magritte, complice la Luna:
un cielo surreale, nuvole sospese,
batuffoli dispersi al nulla appesi...
e sotto la notte,
alberi neri come macchie esplose in un attimo senza tempo.
Può capitare di chiedersi che Progresso sia
quello che ha bisogno che ogni luce sia spenta
per svelare, oltre la quotidiana tormenta,
tutto il bello che si cela
dentro una semplice candela,
che ci nasconde con tutta la sua luce
quel che stasera l'oscurità ricuce:
il legame primo con Madre Natura,
da troppo sepolto in una cultura
che forse in esso avrebbe la sua cura.

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