27.10.09
26.10.09
9.10.09
Sto in piedi
Attraverso questo ampio fiume ghiacciato,
ghiaccio ignoto, sdrucciolevole, malfido.
Camminare incerto, pauroso,
movimenti lenti, legnosi, quasi paralisi:
terrore di scivolare, cadere e finire sotto, di botto.
E in momenti così, di crisi, di passaggio, di timori,
si stirano le antenne, ci si ascolta, si aprono i pori:
"Levare gli occhi dai piedi,
4.8.09
Green screen
Noi, equilibristi della fantasia lasciva
funamboli su una striscia per terra,
in bilico a bordo piscina,
vestiti di paure
avatar di cera, vulnerabili al calore
comodamente seduti in macchina
con lo sfondo che scorre
fingendo di guidare...
cinema al contrario
o forse no:
solo fuori orario.
funamboli su una striscia per terra,
in bilico a bordo piscina,
vestiti di paure
avatar di cera, vulnerabili al calore
comodamente seduti in macchina
con lo sfondo che scorre
fingendo di guidare...
cinema al contrario
o forse no:
solo fuori orario.
Sorgente dissetante d'essere speciali
Skype™: Integratore d'emozioni minerali
gioco di ologrammi
sigillati dentro una cornice
senza grossi drammi
drammi veri
vita distillata dietro uno spioncino
vetro spesso chilometri interi
distorsione ottica provvidenziale
sfuma i bordi, allontana il vicino
Seduzione in vitro, seduzione Hi-Tech
concime per l'immaginazione
simulacro d'esistenza
senza azione
in astinenza.
Schermo verde
verde speranza.
Etichette: poesie
16.5.09
4.4.09
M. Irungu
Piove.
Esco e il mio sguardo si inceppa:
un uomo, nero miseria
fradicio
infreddolito
in piedi, sotto la tettoia,
pare un chiodo bagnato
arrugginito
mi s'inficca nella schiena
è un brivido di pena
braccia strette sotto la maglietta
mozziconi di calore
sguardo vitreo
perso
nel vuoto dell'ignoto.
Volgo gli occhi dalla scena
per istinto di pudore
un istante e mi rivolto
quello sguardo non perdona
ne riconosco il volto
è Solitudine in persona.
Esco e il mio sguardo si inceppa:
un uomo, nero miseria
fradicio
infreddolito
in piedi, sotto la tettoia,
pare un chiodo bagnato
arrugginito
mi s'inficca nella schiena
è un brivido di pena
braccia strette sotto la maglietta
mozziconi di calore
sguardo vitreo
perso
nel vuoto dell'ignoto.
Volgo gli occhi dalla scena
per istinto di pudore
un istante e mi rivolto
quello sguardo non perdona
ne riconosco il volto
è Solitudine in persona.


