Ahi Fhön
È una brezza che mi spezza, che mi asciuga, mi prosciuga, mi secca il cuore,
tutt'altro che indolore,
è un sibilo costante, fastidioso
uno spiffero odioso,
di quelli che la notte ti guastano il riposo,
mi trapassa,
raffredda il magma che ho dentro,
me lo incrosta,
come una ciste funesta
che quando è rotta erutta
cosa brutta,
che scotta:
che botta!
tutt'altro che indolore,
è un sibilo costante, fastidioso
uno spiffero odioso,
di quelli che la notte ti guastano il riposo,
mi trapassa,
raffredda il magma che ho dentro,
me lo incrosta,
come una ciste funesta
che quando è rotta erutta
cosa brutta,
che scotta:
che botta!
Disfatta
, quatta quatta
l'anima s'infratta
sotto una nuova crosta
più spessa e compatta
e all'interno
inverno.
Etichette: poesie


1 Comments:
ma perchè nessuno commenta le tue stupende, fantaghiriche, geosferiche e postoccidentalistiche e neo burundistiche poesie?
sabri, la tua fan segreta
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Anonimo, at 18/03/09 17.41
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