webrunus

1.2.06

Tarzan

Tarzan di oggi, tra esili liane volteggio,
assaporo l'ebbrezza del volo,
colgo panorami rari, ma tutto da solo.
Inebriato oscillo nel vuoto, la rete sopra, non sotto.
E sento tutta l'adrenalina di una liana così fina.
Appeso mi aggrappo, quando mi gira scappo,
oppure strappo.
Libero mi libro,
slegato,
assoluto,
assolto,
assorto,
assorbito.
Scendo
e la prima volta fu orrendo:
la mia liana si stacca e io cado in quel fitto intrico che attutisce
la pacca.
Di nuovo a terra, in quella vecchia guerra,
mi muovo a fatica in questo groviglio di cui sono il figlio:
è un materasso che sfondo, ad ogni passo sprofondo,
non tocco, mi sostiene, senza spine, mi vuol bene.
Mi arrotolo, gomitolo, e rotolo,
massa su matassa,
ma sempre m'impiglio in quello stesso groviglio.
Nave su scoglio, m'incaglio.
Lotto,
poi mollo,
oscillo
e ondeggio
finché non riparto
per un altro volteggio.

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3 Comments:

  • HO colto la metafora...


    Ti voglio bene.
    Un abbraccio,


    Sorellinda

    By Anonymous Anonimo, at 01/02/06 08.38  

  • ?????
    e Jane???

    By Anonymous Anonimo, at 04/02/06 10.15  

  • prune', oggi pomeriggio ho riunione importante. son venuto sul tuo sito per gonfiarmi i polmoni! in realtà ne esco confuso, la lettura di tarzan ha scatenato un tripudio di riflessioni. Credo darò alla luce un sonetto di risposta: Tarzanello.
    daje brune', peccato che oggi non sarai alle mie spalle a suggerirmi tutto in pieno stile "nani"
    tuo cccln

    By Anonymous Anonimo, at 08/02/06 11.46  

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