webrunus

7.5.05

A pesca di satelliti

Sono “salpato” alla volta del Burundi alla fine di gennaio con una missione principale: connettere il Lycée Technique A. Rossi di Ngozi ad internet e sfruttarla al meglio. Prima di partire avevo collaudato la parabola VSAT per il collegamento satellitare donata dall’Eutelsat, avevo provato a ripuntarla più volte: non è facile, vi assicuro. Minime variazioni nell’inclinazione o nell’orientamento corrispondono a chilometri sull’orbita dei satelliti geostazionari, che distano circa 36000km dalla superficie terrestre. Pochi giorni dopo la mia partenza, l’antenna è stata spedita qui, dove è arrivata il 9 febbraio. Lungaggini burocratiche inenarrabili hanno ritardato il suo sdoganamento fino al 31 marzo, giorno della sua “liberazione” dal deposito aeroportuale di Bujumbura. Una volta trasportata a Ngozi l’abbiamo montata su di una piattaforma costruita ad hoc e finalmente sabato 9 aprile ho potuto cominciare i tentativi di puntamento verso il satellite W3A. Regolo l’azimuth: 277º Est. Imposto l’inclinazione verticale: 63º scarsi. Nulla. L’analizzatore del segnale rimane piatto come l’elettroencefalogramma di un morto. Armeggio con la polarizzazione, ruotando l’illuminatore. Niente. Eppure dovrebbe essere lì, la frequenza è quella! Sposto un po’ la parabola di qua e di là, su e giù: nada de nada. Mi domando se i cavi siano a posto, tanto immutabile è il segnale sul display. Sono a posto, loro; io invece comincio a incazzarmi di brutto. L’oscurità della sera mi obbliga a rimandare all’indomani. C’è un parametro dell’apparato che non mi convince: chiamo il tecnico dell’Eutelsat in Italia ed effettivamente mi dice di cambiarlo. Quindi la mattina dopo torno alla scuola tranquillo che corretto quello TAC! lo becco subito, ‘sto maledetto satellite. E invece no. Punto e ripunto, ma il display sonnecchia immobile. Come se non bastasse comincia a piovere e io sono in bici, nel fango. Vado a mangiare, col muso. Ritorno nel pomeriggio, con il fedele Dismas, mentre il mio assistente Servillien opta per la pennichella, già rassegnato. Sistematicamente, l e n t a m e n t e, con pazienza, sventagliamo la parabola a Est e ad Ovest di una ventina di gradi e ogni volta alziamo di un grado e dopo un’ora buona…ECCOLO! Tre ondine increspano il display: è proprio lui! Che emozione! Mi sembra di aver pescato il Marlin de “Il vecchio e il mare”: con la stessa pazienza con cui si tira un pesce a riva con la lenza, aggiustiamo il tiro per migliorare la potenza del segnale. Siamo pronti per l’attivazione del collegamento programmata per l’indomani. Lunedì 11 aprile, alle 9:18 il Lycée Technique Alessandro Rossi di Ngozi è la prima scuola pubblica del Burundi ad essere online. [dal "Rossi Life" di maggio, giornalino dell'ITIS A. Rossi di Vicenza]


2 Comments:

  • lavoro cazzutissimo! complimenti
    immagino avrai letto l'articolo su repubblica...

    http://www.repubblica.it/2005/e/sezioni/scienza_e_tecnologia/ngozi/ngozi/ngozi.html

    complimenti ancora.
    ps: che sistema operativo si usa a Ngozi? linux?

    By Anonymous davide, at 23/05/05 11.51  

  • A

    By Anonymous home equity line of credit, at 29/11/05 03.50  

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