Black out, light in
Qui dove sono se manca la luce per ore e ore
possono succedere cose strane, degne di stupore.
Può capitare di s e n t i r e la notte che scende,
inesorabile,
e non poterci fare proprio niente.
Può capitare di stupirsi ancora
di fronte alla magia del mondo che prima s'indora
e poi quatto quatto,
p i a n o p i a n o
si scolora.
Vedere quel buio che cala ogni giorno da quando sono al mondo
e oggi soltanto assaporarlo fino in fondo.
Può capitare d'incantarsi al vacillare di una fiamma di candela,
mai così bella com'è bella stasera:
notarne quel blu meraviglioso,
il suo danzare suadente, etereo, armonioso.
«Di luce tremula piccola scia,
rischiari stanotte un'anima, la mia».
Può capitare, se vi arride la fortuna,
di ritrovarvi in un dipinto di Magritte, complice la Luna:
un cielo surreale, nuvole sospese,
batuffoli dispersi al nulla appesi...
e sotto la notte,
alberi neri come macchie esplose in un attimo senza tempo.
Può capitare di chiedersi che Progresso sia
quello che ha bisogno che ogni luce sia spenta
per svelare, oltre la quotidiana tormenta,
tutto il bello che si cela
dentro una semplice candela,
che ci nasconde con tutta la sua luce
quel che stasera l'oscurità ricuce:
il legame primo con Madre Natura,
da troppo sepolto in una cultura
che forse in esso avrebbe la sua cura.
Etichette: poesie


4 Comments:
Fucking poet, you've got it!
By
Stefano Karadjov, at 28/04/05 09.24
ciao Paolo, come stai?
se vuoi ne parliamo assieme...
chi cazzo è quello che ti dice "...Fucking poet, you've got it!"?
stammi bene.
pippo.
By
Anonimo, at 03/05/05 22.24
uno che si firma invece di rimanere anonimo.
By
Stefano Karadjov, at 04/05/05 09.18
bellissimo
By
anonima, at 04/07/06 03.13
Posta un commento
<< Home