Una bella gita...
Sabato mattina, svegliato dal sole, parto con Concetto alla volta di Rwegura, dove c'è una delle maggiori piantagioni di tè del Burundi. Ci sono già stato ma oggi è una giornata meravigliosa e il tè con il sole da il meglio di sé. La strada si snoda nel verde come un nastro d'asfalto sgualcito: qualche buca, qualche piccola frana, un tronco, cespugli, qualche morso di gigante sul ciglio. Tutt'attorno il Burundi, queste colline lussurreggianti, multicolori, che non mi stufano, che mi commuovono ogni volta. Il verde rilassa, mi sciolgo e avverto dentro il canto lieve e primordiale della natura. Lungo la strada figure snelle e variopinte trasportano sul capo ogni genere di cosa: cesti, matasse di fagioli, c'è persino uno con un tubo di ghisa, di quelli da fognature. Donne e bambini con fascine di legno più lunghe di loro camminano a piedi nudi, eretti: equilibri perfetti che mi ricordano le sculture di Calder.

Bici stracariche ci sfiorano lanciate in discesa, bici stracariche sfioriamo lanciati in salita: una processione di Sisifo, alacremente intenti a tirareaccampà. Anzi, a spingereaccampà.
Arriviamo alla piantagione e gli occhiali da sole diventano un insulto alla vista: il verde tenerissimo del tè ci circonda, ci invita a gettarcisi sopra, tanto soffice appare il suo manto. La terra è madre, come solo in Toscana. Tra le morbide forme di questa natura accoccolo il mio sguardo e godo. Le sue curve delicate ed armoniose dissolvono ogni tensione e mi sento felice. Mi ergo sul retro del pick up e mi sembra di essere su di una biga, solcando questo mare verde dalle onde gigantesche e immobili. Mi ricorda quando facevo sled-dog tra le nevi del Klondike, ai primi del secolo scorso. Invidio i pesci e il loro fish eye: il mio campo visivo mi sta stretto, vorrei poter cogliere questo tutto in una volta.
Bici stracariche ci sfiorano lanciate in discesa, bici stracariche sfioriamo lanciati in salita: una processione di Sisifo, alacremente intenti a tirareaccampà. Anzi, a spingereaccampà.
Arriviamo alla piantagione e gli occhiali da sole diventano un insulto alla vista: il verde tenerissimo del tè ci circonda, ci invita a gettarcisi sopra, tanto soffice appare il suo manto. La terra è madre, come solo in Toscana. Tra le morbide forme di questa natura accoccolo il mio sguardo e godo. Le sue curve delicate ed armoniose dissolvono ogni tensione e mi sento felice. Mi ergo sul retro del pick up e mi sembra di essere su di una biga, solcando questo mare verde dalle onde gigantesche e immobili. Mi ricorda quando facevo sled-dog tra le nevi del Klondike, ai primi del secolo scorso. Invidio i pesci e il loro fish eye: il mio campo visivo mi sta stretto, vorrei poter cogliere questo tutto in una volta.


2 Comments:
Che bella idea il blog, prunus! e le foto sono splendide, perché non mostri anche le foto delle tua villa con conigli che son curiosa?
ciao prunus un freddo e nevoso saluto milanese
sivvi
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Anonimo, at 21/02/05 10.20
Ciao! meno male che nelle uggiose giornate della pianura (qui non smette di piovere..'na tristezza..) ci apri una finestra sulla lussureggiante e colorata vita burun...dese? si può dire?
Metti più foto..dai..
Qui nel mantovano (e anche verso Roma) procede tutto bene, ci sono anche progetti di vacanze in cantiere..
..a presto
Francy
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Anonimo, at 18/04/05 13.13
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